Ogni volta che si parla di cannabis il confronto con l’alcol salta fuori quasi automaticamente. C’è chi sostiene che siano sostanze paragonabili, chi ritiene che una sia molto più pericolosa dell’altra e chi, semplicemente, si affida a ciò che ha sempre sentito dire.
Ma cosa succede se, invece delle opinioni, guardiamo la letteratura scientifica?
La prima cosa da chiarire è che non esiste una risposta semplice. Alcol e cannabis sono sostanze molto diverse, con meccanismi d’azione, effetti e rischi differenti.
Perché l’alcol è considerato un problema sanitario globale
Quando si pensa ai danni provocati dall’alcol, spesso vengono in mente solo le persone che ne fanno un uso eccessivo. In realtà il quadro è molto più ampio.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive l’alcol come una sostanza psicoattiva e tossica, responsabile ogni anno di milioni di decessi nel mondo. Non si parla soltanto di cirrosi epatica: il consumo di alcol è associato a numerosi tipi di tumore, malattie cardiovascolari, incidenti stradali, episodi di violenza, suicidi e danni durante la gravidanza.
A rendere l’alcol particolarmente problematico è anche la sua enorme diffusione. Essendo una sostanza legale e socialmente accettata, viene consumata da centinaia di milioni di persone e questo amplifica inevitabilmente il suo impatto sulla salute pubblica.
Per questo motivo l’OMS ribadisce un concetto che negli ultimi anni ha fatto molto discutere: non esiste un livello di consumo completamente privo di rischio.
Nel 2007 un gruppo di ricercatori guidato dal professor David Nutt pubblicò su The Lancet uno degli studi più citati quando si confrontano le diverse sostanze psicoattive.
L’obiettivo non era stabilire quale fosse “la peggiore droga”, ma creare un metodo il più possibile oggettivo per confrontarne i danni. Vennero presi in considerazione numerosi fattori: la tossicità, la capacità di creare dipendenza, gli effetti sulla salute, i costi sociali e il danno arrecato anche alle persone che non consumano direttamente quella sostanza.
Secondo quel modello di valutazione, l’alcol ottenne uno dei punteggi complessivi più elevati.
Il motivo, però, non è soltanto biologico. L’alcol provoca infatti una quantità enorme di danni indiretti: incidenti stradali, aggressioni, violenza domestica, problemi familiari e costi sanitari incidono pesantemente sul risultato finale.
È proprio questo aspetto che rende lo studio particolarmente interessante: non valuta esclusivamente cosa accade a chi beve, ma anche ciò che accade alla società nel suo complesso.

E cosa dice la scienza sulla cannabis?
Dire che l’alcol rappresenta un enorme problema sanitario non significa automaticamente che la cannabis sia innocua.
Anche su questo punto la comunità scientifica è piuttosto chiara:
Il THC può alterare temporaneamente memoria, attenzione, coordinazione e tempi di reazione. Per questo motivo guidare o utilizzare macchinari dopo il consumo rappresenta un rischio concreto.
L’uso frequente può inoltre favorire lo sviluppo di un disturbo da uso di cannabis e, in soggetti predisposti, aumentare il rischio di alcuni problemi di salute mentale.
Insomma, la cannabis non è priva di conseguenze e presentarla come una sostanza completamente sicura sarebbe tanto scorretto quanto demonizzarla.
Due sostanze diverse, due profili di rischio diversi
Uno degli errori più comuni è voler stabilire quale delle due sostanze sia “migliore”.
La ricerca scientifica, in realtà, segue un approccio differente. L’alcol mostra un impatto enorme sulla salute pubblica soprattutto per la sua diffusione e per i danni che provoca anche a chi non lo consuma direttamente. La cannabis, invece, presenta un profilo di rischio diverso: i principali effetti riguardano il consumatore e variano notevolmente in base a frequenza d’uso, età, quantità assunta, concentrazione di THC e predisposizione individuale.
Quando si affrontano temi come questi è facile cadere nella tifoseria: Da una parte c’è chi descrive la cannabis come una sostanza completamente innocua. Dall’altra, chi continua a metterla sullo stesso piano delle droghe più pericolose senza considerare ciò che emerge dalla letteratura scientifica.
La realtà è molto meno estrema.
Le principali organizzazioni sanitarie concordano sul fatto che l’alcol rappresenti uno dei maggiori fattori di rischio evitabili per la salute pubblica mondiale. Allo stesso tempo riconoscono che anche la cannabis comporta rischi e non dovrebbe mai essere considerata priva di effetti.
Informare in modo corretto significa proprio questo: conoscere i dati, comprendere il contesto ed evitare semplificazioni. Solo così è possibile discutere di un tema così complesso partendo dai fatti e non dai pregiudizi.
Fonti
- World Health Organization – Alcohol.
- World Health Organization – Cannabis.
- Nutt D.J. et al. Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse, The Lancet, 2007.





