La storia della cannabis in Marocco non inizia con lโhashish destinato allโEuropa nรฉ con la recente riforma legislativa del 2021. ร una vicenda lunga secoli, che intreccia trasformazioni agricole, dinamiche coloniali, marginalitร economica e politiche statali.
Il territorio chiave per comprenderla รจ il Rif, la catena montuosa del Nord del paese. Qui la coltivazione si รจ radicata nel tempo fino a diventare un elemento strutturale dellโeconomia locale.

Le origini: diffusione nel Maghreb prima del Novecento
La storia della cannabis in Marocco non inizia โspontaneamenteโ. La sua diffusione nel Maghreb viene generalmente collocata tra il XIII e il XV secolo, lungo le rotte commerciali del mondo islamico, dove lโuso dellโhashish era giร documentato (studi storici sul consumo nel mondo islamico medievale, sintetizzati anche in analisi UNODC).
Nel territorio marocchino, prima del Novecento, il consumo era prevalentemente locale e la produzione non era orientata allโesportazione. Nella zona del Rif, la pianta trovรฒ condizioni favorevoli: terreni montuosi poco adatti a colture intensive e una relativa autonomia delle comunitร rurali rispetto al potere centrale.
Al contempo, la cannabis rappresentava per quei territori la coltura ideale per massimizzare le rese di terreni difficili, che di inverno solitamente non sono coltivabili e in estate possono soffrire di siccitร .
Lo storico ambientale J.R. McNeill, nel volume The Mountains of the Mediterranean World (1992), descrive il Rif come una regione storicamente marginale ma fortemente adattiva dal punto di vista agricolo, contesto in cui la cannabis si inserisce come coltura funzionale alle economie di sussistenza.
Il periodo coloniale: regolamentazione e controllo (1910โ1954)
Con lโinizio del XX secolo e lโistituzione dei protettorati francese e spagnolo, le autoritร coloniali cercarono di regolare la produzione di cannabis come parte piรน ampia del controllo delle colture considerate sensibili. In questโepoca vennero implementati monopoli statali su tabacco e altre colture (come la cosiddetta โRรฉgieโ del 1910), e le amministrazioni francesi e spagnole cercarono di delimitare aree di produzione sotto la propria giurisdizione. Questo processo รจ descritto in analisi storiche sul controllo coloniale in Nord Africa e lโeconomia delle piante da fibra.
Il motivo principale non era infatti da ricercare nella contrarietร allโuso ludico, ma soprattutto alla volontร di ridurre la libertร economica e imporre le proprie leggi ai cittadini di quelle regioni.
Nel 1954, sotto amministrazione francese, la coltivazione viene formalmente proibita, mentre nella zona spagnola il quadro resta piรน ambiguo. Il Transnational Institute, nel report Morocco and Cannabis, analizza come queste differenze abbiano influenzato, di conseguenza, la distribuzione territoriale della coltivazione.
In questa fase, la cannabis non รจ piรน solo una coltura rurale: diventa una questione di governo e controllo fiscale.
Dopo lโindipendenza: divieto legale e crescita dellโexport
Dopo lโindipendenza del 1956, il Marocco mantiene formalmente il divieto di coltivazione di cannabis. Tuttavia, nel Rif continua.
Secondo i World Drug Reports dellโUnited Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), tra gli anni โ70 e โ90 il Marocco emerge come uno dei principali produttori mondiali di resina di cannabis destinata al mercato europeo.
La marginalitร economica del Rif e lโassenza di alternative agricole competitive contribuiscono alla continuitร produttiva. In questa fase, la cannabis marocchina entra stabilmente nei circuiti internazionali.
Eโ in questo periodo che in tutto il mondo, in particolare in Europa, si inizia a parlare del Marocco come paese produttore di ingenti quantitร di hashish: in questi anni gli โhippieโ e i backpacker curiosi iniziano a viaggiare in queste regioni, anche con lโintento di portare a casa semi originali del Rif e della sua classica genetica nota come โBeldiaโ.

Gli anni 2000: trasformazione produttiva
A partire dai primi anni 2000 si osserva un cambiamento significativo nella filiera. Il geografo Pierre-Arnaud Chouvy, in diversi studi pubblicati su ScienceDirect (2018), documenta lโintroduzione di varietร ibride piรน produttive e un aumento della resa per ettaro.
Questa trasformazione comporta:
- maggiore concentrazione di THC nei prodotti
- tecniche di estrazione piรน efficienti
- intensificazione dellโuso delle risorse naturali
Iniziano ad entrare stabilmente nelle coltivazioni anche le genetiche di altri paesi, fino a quel momento fortemente rigettate dai coltivatori, che preferivano coltivare Beldia.
Il sistema produttivo si modernizza, ma al prezzo di nuove pressioni ambientali e sociali nel Rif.
La svolta normativa: la Legge 13-21 (2021)
Un passaggio decisivo avviene nel 2021, con lโapprovazione della Legge 13-21, che introduce un quadro regolamentato per lโuso medico, farmaceutico, cosmetico e industriale della cannabis.
La normativa istituisce lโANRAC (Agenzia Nazionale per la Regolamentazione delle Attivitร relative alla Cannabis), responsabile delle autorizzazioni e del controllo della filiera: ร importante sottolineare che lโuso ricreativo resta illegale.
Nel 2023 viene registrato il primo raccolto legale autorizzato, come riportato da Reuters, segnando lโinizio operativo della riforma.
Lโobiettivo dichiarato dal governo รจ quello di integrare parte dei coltivatori nel sistema legale e ridurre il peso del mercato nero, offrendo nuove opportunitร economiche regolamentate.
Il Rif oggi: tra continuitร e transizione
Oggi il Rif rappresenta una regione in transizione, dove la cannabis continua ad essere un elemento centrale dellโeconomia in un contesto normativo in evoluzione.
La storia della cannabis in Marocco mostra come una coltura locale sia diventata nel tempo un nodo globale, intrecciando geografia, politica e mercati internazionali. Comprenderla significa andare oltre gli stereotipi e leggere il territorio nel suo sviluppo storico di lungo periodo.
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Bibliografia e fonti
- McNeill, J.R. (1992), The Mountains of the Mediterranean World
- Transnational Institute, Morocco and Cannabis
- UNODC, World Drug Report (varie edizioni)
- Chouvy, P.-A. (2018), studi su trasformazioni produttive della cannabis marocchina (ScienceDirect)
- Journal of Illicit Economies and Development (LSE)
- Legge marocchina 13-21 (2021)
- Reuters (2024), report sul primo raccolto legale
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