Da millenni pianta fondamentale per le popolazioni di tutto il mondo, per realizzare tessuti, cibo, medicine e molto altro, la storia della canapa in Italia ha avuto un ruolo importantissimo ed è proseguita insieme alla storia del Bel Paese.
Le prime datazioni della presenza della canapa in Italia come pianta spontanea risalgono ad almeno 10000 anni fa, ritrovate nel lago di Abano.
Le prime testimonianze dell’uso della canapa in Italia risalgono all’epoca romana. Gli antichi Romani utilizzavano la canapa per produrre corde, vele e tessuti. Plinio il Vecchio, nella sua “Naturalis Historia” scritta nel I secolo d.C., menziona la canapa e le sue diverse applicazioni pratiche.
La storia della canapa nell’ Anno Mille e nel Medioevo fino al Novecento
Nell’XI secolo la Pianura Padana era prima in Europa per la sua produzione.
Durante il Medioevo, la coltivazione della canapa prosperò in Italia, in particolare nelle regioni del Nord come l’Emilia-Romagna e la Lombardia. I monaci medievali spesso coltivavano la canapa nei monasteri per produrre carta, tessuti e oli medicinali. La canapa era un prodotto agricolo importante, utilizzato anche per produrre le vele delle navi della Repubblica di Venezia.
Ma è a partire dal 1700 che la sua produzione industriale in Italia diventa su larga scala, fino ad arrivare al Novecento dove viene prodotta da tutte le più importanti aziende tessili italiane.
Nel giro di due secoli, l’Italia era ormai diventata la:
- Seconda produttrice al mondo per quantità (dietro alla sconfinata Russia)
- Prima al mondo per qualità dei tessuti
- Primo fornitore della Marina Britannica
La produzione era concentrata principalmente in Emilia Romagna, tra Bologna e Ferrara, ma prodotta in tutto il paese, con importanti produzioni anche in Campania, in particolare a Frattamaggiore, e in Piemonte, a Carmagnola e nella zona del Canavese (che deve il suo nome proprio alla produzione di canapa).

Cosa è successo poi?
Negli anni ’30 del Novecento in Italia arriva il proibizionismo, che porterà gradualmente a trattare canapa industriale e cannabis ricreativa allo stesso modo, mentre sul mercato prendono piede le fibre sintetiche e il cotone, più economici da realizzare ma per nulla sostenibili.
Questo ha fatto sì che il settore venisse totalmente abbandonato, per rinascere poi lentamente negli anni 2000 fino all’esplosione del 2016 che ha portato alla nascita del settore del CBD.




